martedì, marzo 30, 2004

Il locale é invaso dagli Harleysti (si dirà così?) in gita.
Le facce dei ragazzoni tatuati sono come te le aspetti, solo un po’ più gioviali di quelle imbruttite dei biker da telefilm americano.
Le ragazze strizzate nelle tutine di pelle nera autorizzano fantasie solo in parte smorzate dall’immagine della tua faccia spiaccicata sotto uno stivale.
Avanzi titubante e guadagni il fondo del locale, poi, sconsolato, ti prepari a un inevitabile dietro-front.
Così, solo per non lasciare nulla di intentato, ti avvicini a un tavolo di brutti ceffi con il giubbotto “MILANO CHAPTER” e chiedi sommessamente:

- Restate ancora a lungo?
- Certo che restiamo ancora a lungo, e voi restate con noi! Accomodatevi, è tutto pagato.

Mi sento un po’ a disagio nella mia tenuta da ragioniere, ma un invito del genere non può cadere nel vuoto.
Dopo il giro dei dessert e la terza pinta di birra, apprendo che:

- Il branco dei bikers non è meno ospitale dei “frati benedettini del buon Gesù”.
- Alcuni brutti ceffi sono avvocati o notai, gli altri gestiscono negozi di pelletteria (credo).
- “Non fidarti mai delle apparenze” non è solo un luogo comune.

Rillo avrebbe trovato pane per i suoi denti: questi all’Elefantentreffen ci vanno sul serio e la documentano con tanto di foto.

lunedì, marzo 29, 2004

Forse, se avessi acquistato dominio e hosting a un prezzo “normale”, avrebbero segnalato il disservizio con uno stile più adatto a questo sito.
Per esempio:
- Blog in quaresima. Nolite tangere!

Per diciotto euro iva inclusa questo è il massimo che sono riuscito a ottenere:



Lo spilorcio si scusa.

mercoledì, marzo 24, 2004

Mantra e magie.
C’é un post-it giallo, appiccicato di sbieco sul suo monitor:
“Sii buccia di banana”.

- Cosa significa?
- Nulla, un promemoria. Per ricordarmi che gli eventi possono scivolarmi sulla pelle e scorrere via.
- E’ il tuo Mantra?

Osservo i suoi occhi illuminarsi all’improvviso, assisto al suo stupore con malcelato distacco.
Certo che so cos’è un Mantra, mi verrebbe da dire. Ma ad una domanda formulata con lo sguardo è sempre cortese rispondere con un silenzio.
Si dice che un Mantra sia in grado di scatenare una sorta di processo alchemico.
Riconosco la stessa magia ogni volta che trovo un amico.
Ne raccatto un po’ ovunque, così, mentre percorro sbadatamente la mia strada.
Mi affido a quella strana sensazione di familiarità che mi rapisce ogni volta che riconosco un mio simile.
Tu sei un nuovo amico, mia cara proprietaria del Mantra.
Sei una delle molte persone, il numero non ne intacca il valore ai miei occhi, che non avrà bisogno di fare né dire nulla per essermi amica. Mi basta sapere che esisti.

“Sii buccia di banana, sii buccia di banana, sii buccia di banana, sii buccia di banana, sii buccia di banana, sii buccia di banana, sii buccia di banana…”

A proposito, dimenticavo:
Grazie.

martedì, marzo 23, 2004

Attivare una linea Adsl può diventare un inferno.
Ci ho provato con Infostrada.
Stanco della posizione dominante di Telecom e della sua strafottenza nel praticare tariffe stellari ho chiesto, due anni fa, l’Adsl a Wind.
Con enfasi liberatoria chiedo all’operatore di attivare Canone zero, l’offerta che mi avrebbe liberato per sempre dal giogo di Telecom.
Dopo circa tre mesi Wind si è dichiarata felice di avermi come nuovo cliente e di attivarmi Libero, dimostrandomelo con tanto di bollette.

- Servizio clienti Wind buonaserasonoSara posso aiutarla??
- BuonaseraSara, certo che può aiutarmi.
- Mi dicaaaaaa..
- Tre mesi fa ho richiesto l’attivazione di Canone Zero.
- Siiiiiiiii..
- Mi hanno attivato Libero.
- Bene.
- Bene?
- E’ sufficiente che ci invii una raccomandata con la disdetta e la linea le verrà disattivata in pochi giorni!
- Disdetta di che cosa? Non posso disdire un servizio che non ho richiesto! Mi dica piuttosto dove devo inviare il reclamo!
- …….Click!

Depennata Wind-Infostrada dal mio personalissimo elenco di società telefoniche a causa delle sospette cadute di linea e di stile, torno a caccia di concorrenti.
La scelta cade su Tele2 e la sua nuova offerta Adsl.
Dopo avermi estorto ogni tipo di informazione sensibile riguardo i miei familiari e le loro abitudini private, domestiche e sessuali, l’operatore conferma l’inoltro della richiesta.
A tre mesi dalla richiesta cerco di capire per quale strano motivo ancora non abbia una linea superveloce e ultraeconomica:

- Tele2buonaserasonoSara posso aiutarlaaaaaa?
- (miiiiii!! Che cazzo siete, cloni?) BuonaseraSara, certo che può aiutarmi.
- Tre mesi fa ho chiesto un’attivazione che non ha mai avuto luogo.
- Signore, pare che la sua linea sia ancora occupata da Wind, dovrebbe ricontattarli e chiedere di liberarla.
- La mia linea è stata presa in ostaggio da Wind? Cosa posso fare per salvarla?
- Inviare a Wind una richiesta scritta!
- (Scritta. Certo. Quando chiamo mi risponde sempre la cerebrolesa) Scusi ma…
- Siiiiiiiiiii?
- Cosa aspettava tele2 a comunicarmi l’inghippo?
- Se lei avesse chiamato il nostro servizio clienti lo avrebbe saputo già un mese fa!
- Certo, certo…. Scusi. Per fare un recl…
- Click!
(non so perché, ma lo immaginavo..)

Umiliato e in preda a uno sconforto asincrono, ripiego miseramente su Telecom Italia:

- Telecom Italia, servizio clienti, posso aiutarla?
- Parlo con Sara?
- No, sono Laura.
- Click!

Così. Sulla fiducia.

domenica, marzo 21, 2004

La sensazione é quella di aver smarrito anche l'ultimo rimasuglio di dignità.
Quando la mia gastrite imparerà a postare sarò certo di aver perso anche il controllo.

mercoledì, marzo 17, 2004

Servizio clienti Wind.
Una domenica qualunque.
E’ stata dura per Sara, oggi.
Cuffie in testa, si è limata con cura le unghie per quasi tutto il pomeriggio e ha concluso l’opera con uno smalto nero che fa tanto Dark Lady.
Si sente bella oggi, Sara.
E ricca. Molto più ricca.
Fare gli straordinari di domenica è stata una splendida idea, ne è sicura.
Sui display nessuna lucina rossa, coordinatori tutti in consolle a giocare a Tetris, fidanzato allo stadio per qualche ora d’aria e parcheggio proprio davanti all’entrata dell’ufficio.
Mentre apre la borsetta per estrarne il suo cellulare extra lusso, si sforza di fare due conti per determinare l’esatto equivalente in busta paga di questa giornata “lavorativa” decisamente fruttuosa.
Dieci minuti a fine turno: tieni duro, Sara.
Ultima chiamata:
- Servizio clienti Wind, buonaserasonoSara possoaiutarlaaaaaaa?
- BuonaseraSara, sono Pincopallo. Credo di avere un problema, forse Lei può fare qualcosa.
- Siiiiii ? Il suo numero è xxx.xxx.xxx?
(in fretta però, che ora stacco)
- Certo. Il problema è che non posso usarlo.
- In che senso?
(questo è rincoglionito!)
- Nel senso che due ore fa ho comprato una ricarica da dieci euro e la vocina sostiene che il codice non è corretto.
- E’ possibile, signore (dieci euro! Straccione!), che il credito non sia ancora caricato a rete.
- Caricato dove? Io dovrei fare una telefonata!
- A rete! (sbuffando)
- Ma è una chiamata importante.. non si può fare nulla?
- Certo (sfigato come sei non devi certo chiamare la tua ragazza) signore, faccio una segnalazione e il traffico sarà disponibile in rete entro 24/48 ore!
- In che senso? Io ho pagato la ricarica, non si può fare subito?
- …(secondo sbuffo)
- Signorina?
- no signore, mi dispiace (sai quanto me ne frega) tra 48 ore riesegua tutta la procedura di ricarica. Sa, a volte succede che le ricariche in commercio non siano ancora caricate a rete. E’ tutto a posto. Non si preoccupi.
- Lei tenta di dirmi che i vostri simpatici venditori riforniscono i tabaccai di ricariche senza alcun valore? Io i dieci euro li ho pagati.
- (sbuffo) Signore, deve avere pazienza.
- Mi sembra una truffa. Almeno si potrà fare reclamo scritto. Dove devo indirizzarlo?
- (ultimo sbuffo) Click!!
- …

Wind. Comunicare in un soffio.

lunedì, marzo 15, 2004

Un sabato qualunque, un sabato italiano.
Un sabato anche un po’ svizzero.
Non svizzero di quelli preordinati.
Svizzero in Svizzera.
Perché la sorpresa c’è stata, eccome.
Entro in una birreria qualunque, per la solita birra con i soliti amici. Di insolito trovo un po’ di confusione in più e note che avevo lasciato riposare nella memoria.
Musica dal vivo, quella sera.

- Scusa N. , io questa canzone la conosco. Questo gruppo suona una cover dei Ridillo, vero?
- Fraps, forse sei un po’ confuso, questi SONO i Ridillo, c’è scritto sulla locandina.
- I RIDILLO? In una birreria svizzera?
- Pare proprio di si. A proposito, chi diavolo sono i Ridillo?

Sul web è più facile da spiegare, basta un link: dal vivo occorrono birre medie, buonumore e un’ora e mezza di sano Funky italico.
Per me la serata finisce lì, il mio buonumore ha già raggiunto picchi inarrivabili.
Per altri la serata è appena cominciata, è ora di andare ad ascoltare musica dal vivo nel disco pub di fronte, che lì si che ci sono dei gruppi bravi.
Mi avvisano che i costi lieviteranno un po’, la musica dal vivo costa cara.
( forse le birre non mi hanno aiutato a spiegare: i Ridillo pubblicano il quarto album! Chi andiamo a sentire adesso, Pavarotti?)
Entriamo da una porta di servizio, imbucati o raccomandati.
Lo spettacolo è desolante:
un locale strutturato a forma di arena in metallo e cemento con un palco al centro, abitato da un gruppo di pupazzi che sembra non aver mai avuto a che fare con la musica; mentre tento di mantenere la calma mi accorgo che uno dei pupazzi starnazza una cover di Tiziano Ferro.
Limite di sopportazione raggiunto.
Il locale può contenere un migliaio di persone: duemila ventenni sudaticci e ubriachi riscoprono invece l’arte del “pogo” proprio “tutto intorno a me”.
Novello Megane Gale, mi inoltro verso gli spalti con un sorriso di circostanza, ma perdo di vista i miei amici. E’ troppo. Mi avvio, da solo, verso l’uscita.
Due minuti dopo avvisto la mia ex-non-fidanzata: si sta avviando verso l’uscita.
Un aspetto positivo c’è: la mia fuga fino a quel momento rappresentava il capriccio di un trentenne insoddisfatto, ora é il manifesto di una sensibilità comune, il sintomo di un’insofferenza lecita e condivisa.
Io e la mia compagna ritrovata ci avviamo in macchina verso casa, entrambi con lo stesso sguardo spaesato.
Forse c’è anche un aspetto negativo: ero l’unico con l’auto e ho abbandonato i miei amici al loro destino.
Se avrò ancora loro notizie, per farmi perdonare, li porterò ad un concerto della Black Sound Machine.

domenica, marzo 14, 2004

Magra consolazione.
Almeno un dato positivo.
Tentare di strumentalizzare una strage non paga: non sempre.

giovedì, marzo 11, 2004

Separatisti filo-governativi?

Stupore, commozione e raccapriccio a parte, mi chiedo quale interesse possa avere un’organizzazione sovversiva nel far saltare in aria treni trucidando duecento persone, per poi negare di essere implicata.
Mi pare alquanto bizzarro che una qualsivoglia organizzazione terroristica neghi un’azione destabilizzante appena compiuta.
Sarebbe assurdo. E controproducente.
E’ evidente che al di là delle finalità politiche e dai mezzi adottati, lo scopo principale dell’ETA sia affermare la propria presenza, legittimare il proprio ruolo in modo appariscente.
Io vivo in Italia, l’unico paese nel quale quando qualcuno viene accusato di crimini, e magari anche processato e condannato, questo qualcuno può, anzi deve (è la prassi), continuare allegramente a negare ogni addebito.
Questo in Italia vale quasi per tutti: brigatisti a parte.
In Italia quando un brigatista viene arrestato, colpevole o meno che sia, lo stesso estrae un foglio dal taschino e dichiara pubblicamente, leggendo un comunicato, il suo status di “prigioniero di guerra”.
Nessun brigatista si sognerebbe mai di professarsi innocente, neanche per un crimine che non ha commesso, neanche in Italia.
Lodevole, in un paese come il nostro. Per nulla condivisibile, ma lodevole.
Non vedo per quale motivo, in Spagna, i separatisti baschi dovrebbero comportarsi diversamente.
Come se non bastasse, nessuna organizzazione sovversiva degna di questo nome si sognerebbe mai di compiere un attentato del genere in piena campagna elettorale.
Nulla rafforzerebbe i partiti al governo come la minaccia del terrorismo.
E il Partito Popolare spagnolo, guarda caso, pur avendo la maggioranza dei consensi, ha un terribile bisogno di ulteriori voti.
Il PP ha bisogno di 176 seggi per poter creare un governo forte, i sondaggi gliene assegnavano 168/172.
Almeno fino ad oggi…

lunedì, marzo 08, 2004

Festa della Donna.
GSMbox me lo ricorda a modo suo con un mattiniero SMS che recita così:
"8 marzo. Falla sentire più importante con una serenata fischiata!"
(una serenata??)
ma.. fischiata!!
(ahhhhhh!!!!!)
Qui qualcuno ha le idee confuse..
Forse io.
Mi ricordo che una volta un mio amico recitò tutto il "Padre Nostro" a suon di rutti...
Mi chiedo se, quella volta, il Padreterno si sia sentito più onnipotente.

venerdì, marzo 05, 2004

Nell'incalcolabile porzione di vita che divide le parole di un inutile blogger dai suoi abbracci c'é un piccolo intervallo di dolore:
quello che solo il silenzio di un'amica alla quale ora mi sento così vicino sa provocare.
K, il mio cuore é ai tuoi silenzi.

giovedì, marzo 04, 2004

Fu la Donna dei Sogni che, con ferma dolcezza, costrinse l’Uomo Invisibile all’inevitabile risveglio.
Lei gli prese la mano e lo accompagnò fino al mattino.
Lui le sorrise e le sfiorò con le labbra i capelli corvini.
Poi, occhi negli occhi, si rivolsero l’ultimo silenzioso addio, tra gioia e stordimento.
Non si sarebbero incontrati mai più.
Né mai si sarebbero più lasciati...

martedì, marzo 02, 2004

Non ci avevo mai riflettuto.
L'Uomo Invisibile é un uomo felice.
E' un supereroe perché é felice.
L'Uomo che non c'è non schiva i colpi: non ci prova nemmeno. Sono i colpi ad attraversarlo, inutili.
L'Uomo Invisibile sorride, ma il suo é un sorriso fatto di niente: é un sorriso per sé.
Mentre penso a questa meravigliosa magia, al non essere per altri che per sé, mi accorgo, lentamente, che so essere io stesso invisibile.
Da invisibile Signore che non c'è posso indossare la mia bombetta e rivolgere gesti di scherno persino al mio guardiano.
Posso, non visto, lasciarmi vivere con dolcezza e naturalezza, con spavalda allegria.
Posso farmi burla del traffico impazzito e seguire come un'ombra una ragazza.
Posso godere della sua bellezza senza l'obbligo di mostrarmi interessato o indifferente.
Posso condurla, autista di vita in un'autostrada in costruzione, fino allo svincolo dei suoi sogni.
Solo per sentirla.
Solo per spogliarla.
Solo per sedurla.
Solo per amarla, e, di certo, per esserne riamato.
Perché amare l'Uomo che non c'è é un po' più facile, un po' più limpido, un po' più vero.